2006
Chiudo un' anno di quelli che si scordono.Anni in cui fai mille cose, magari ti sposi anche ma poi lo scordi.Rimarrà un'anno di cronoca, degno di un Trivial Pursit di basso profilo.
In che anno è morto il "Papa dei Giovani"?
L'anno degli attentati londinesi?
Ieri in una costosissima sala d'attesa di un notaio dal cui nome trasparivano origini da inchiodatori di Cristo, la conclusione sancita da mia sorella:
NON ME NE FREGA UN CAZZO, IO TRA UN ANNO SPERO DI ESSERE IN UN'ISOLA CARAIBICA CON RICUCCI E FIORANI.
Mentre le ultime briciole di una famiglia venivano raccolte in fogli di protocollo sigillati speravo in un colpo di vento o nel genio della lampada, e mi sono immaginata anch'io in un isola caraibica con due ladri miliardari qualsiasi a festeggiare il 2007.
Con l'anno nuovo mi aspetta un lavoro nuovo in un grande gruppo immobiliare, una scrivania tutta per me, mezzo di trasporto aziendale,etc etc Speriamo che giri altrimenti scatta l'annichilimento estero.
Il marito in vacanza , l'amante nel letto.
il triangolo, per il solo fatto di essere simbolo mistico e richiamo satanico nonchè onirico (casi dentali) e da sempre musa ispiratrice di commedie umane . Funziona solitamente così.
I due angoli della base ignorano totalmente la presenza del vertice o accecati dal sole lo scambiano per la base di un'altro triangolo, insomma una cosa che non appartiene al loro mondo univoco e lineare. Ma nello spazio vagano satelliti e rottami ( a sentir loro) che talvolta incrociano le lineari sorti della base che si ritrova così in balia del destino (sempre beffardo a sentir loro) e il triangolo magicamente ruota (un po' come la ruota della vita a sentir loro) e il vertice non più illuminato dal sole appare, con tutti i suoi gradi al posto giusto, e si avvicina minacciosa alla posizione di base.
Qualche spettatore illuminato potrebbe sostenere la relatività ma noi abbiamo un'unico asse di riferimento dettato dai canoni sociali.
Succede allora che per qualche tempo l'ex vertice oscilla tra la base e il cielo, mentre dalla parte opposta un'ex angolo di base si dinoccola nel tentativo di ricadere nella sua posizione.
Cosi mentre due angoli oscillano , l'altro sostiene il peso di entrambi e col tempo inizia ad afflosciarsi , fino a diventare ottuso.
Un'angolo ottuso.
Dopo un po' di tempo, facciamo un paio di stagioni l'ottuso esasperato dal angolo opposto che vuole tornare nella sua posizione alla base, dà un paio di spinte per far ruotare di nuovo tutto.
Le prime sono solo accenate, perchè lui nel frattempo l'altro vertice l'ha guardato bene, mentre si lasciava dondolare dalla vita.Gli è parso anche a lui osservandolo di essere leggero, in balia delle cose.Felice forse.
Poi un giorno la grande spinta e il ripristino del sistema. Lui non voleva.Ma doveva.Lui e l'altro angolo erano parte di una base e la legge sociale di Triangolandia non obbliga, ma consiglia vivamente di ripristinare subito le posizioni compresse dall'interferenza di oggetti provenienti dalla spazio sconosciuto.
Ora Lui guarda in alto verso il sole intravedendo il solitario Vertice sorridergli , quando poi, distoglie lo sguardo e, non obbligato, ma vivamente consigliato, guardo di fronte a se vede solo pallini blu, ed in mezzo in quel oceano di blu indelebile scorge talvolta l'altro Angolo della base: acuto, tirato, pungente.

Legge 194
Non aveva sonno, cambiava canale di continuo, come se attendesse un segno.Poi quando i primi brividi del freddo notturno iniziarono a farsi sentire decise di ciondolarsi con molta calma in camera.
Prima di dormire svolgeva una specie di rituale non dichiarato, faceva la pipi , poi lavaggio dei denti , beveva un po' d'acqua con le mani e tornava a fare la pipì , per sicurezza , odiava svegliarsi di notte.Nel tragitto fino al letto controllava il termostato.
La camera, mai troppo silenziosa aveva l'odore ovattato di un luogo dove qualcuno dorme già da parecchio, infatti era così, lui si addormentava prima di lei in compagnia della radio, lei odiava quella radio ogni notte la spegnava infastidita , ormai più per presa di posizione .
Si spogliava tenendo solo i calzettoni di lana, anche questo era un rituale non scritto.Durante la notte se li toglieva ma entrare nel letto senza le dava la sensazione di essere senza difese, percui i calzettoni rimanevano .
Si infilava nel letto con cellulare in mano e scivolava velocemente verso di lui.
Come tutti gli uomini sotto le coperte era bollente , si attaccava alla schiena calda e per qualche minuto lo infastidiva con i piedi gelati e appoggiando il naso freddo sul collo.
Tutte le donne lo fanno, è una delle battaglie perse del femminismo, lo scaldaletto umano è intoccabile.
Quella sera qualcosa non funzionava, era una senzazione che l'accompagna già da n paio di giorni e adesso urlava,da dentro , impossibile non ascoltarla, si girava e rigirava , fissa la sagoma impercettibile del lampadario e il mistico chiarore dello specchio , canticchiava canzonette giovanile, nulla da fare. 'urlo era li, invincibile.
Poi Beatrice, questo il suo nome, capì tutto.Si alzo a sedere sul letto con le gambe penzolanti nell'aria fresca della notte, guardava perplessa il suo riflesso opaco nel grande specchio della camera.
Dietro la schiena del suo uomo ,calda ,respirava lentamente.
Si guardò di nuovo.Lei non c'era.Beatrice non era mai nata.
SENZA DENTI
Ho sognato di perdere i denti, non tutti solo tre.
Tre perchè è un numero mistico/magico/massonico/etc
Mi sono cascati tre denti e non ho perso neppure un filo di sangue, neppure una gocciolina schifida.Seconda la cabala signifa : Morte di una persona vicina.Tanto per rallegrare le giornate.
La cosa pazzesca non è tanto l'interpretazione mistica della faccenda ma l'immagini del sogno, i denti erano per l'esattezza un canino , un incisivo ed un molare o forse premolare, insomma uno di quelli nascosti giù in fondo.
Nel sogno il molare o premolare insomma l'affare era di dimensioni esagerate , grande come una mano e aveva tante punte aguzze simili a dei pinnacoli.Nella parte inferiore era tutto segnato da delle bolle.Una sorta di castello delle fiabe horror.
Nel sogno me lo rigiravo nelle mani osservandolo attentamente e lo mostravo orgogliosa a me stessa spettatrice onirica. Un sogno abbastanza insignificante se non fosse che parecchie ore dopo essermi risvegliata ero ancora convinta di non avere i tre denti e la cosa non mi disturbava affatto anzi era accompagnata da una sorta di rassegnazione misto divertimento, simile a quella dei bambini quando perdono i denti e sorridono orgogliosi con le gengive rosate.

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Friulano
I miei gioielli fatti a mano
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Vicina di regno