Regina


 sabato, 07 agosto 2004

VILLETTOPOLI

Termine poco noto, utilizzato per di più all'interno dell' infinito dibattito contemporaneo sulla definizione di urbe o meglio  di città contemporanea.Perchè, mentre il mondo lentamente si annichilisce su se stesso un nutrito gruppo di persone passa le sue giornata tra libri, dibattiti e convegni,tavole rotonde etc etc alla ricerca della definizione perfetta di città contemporanea.

Mentre, dopo questa notiziona tutti continuerete a dormire anzi a non dormire stritolati dal caldo io mi dimeno tra la voglia di bombardare  tutti gli aggregati (che poi tanto aggregati non sono) di villettopoli più o meno reali.

Iniziamo dal termine:con questo  si indicano le periferie urbane costellata da villette mono o bifamiliari con cane e giardino all inclusive.Praticamente quelle cittadine che si trovano fuori dalle  città storiche e che un po' alla volta stanno occupando tutto lo spazio che separa un centro storico dall'altro.

Villettopoli è il mio incubo.Il simbolo di una società che naviga nel benessere  o alla ricerca dello stesso , composta da famigliole mulino bianco, vecchio e nuovo stile (pubblicità con mamma e papa original e  spot con mamma e compagno di mamma) .

Il problema non sarebbe importante se  non fosse che tornando in campeggio quest'anno  non abbia trovato una villettopoli-tendopoli anche qui.

Roulette con interni in mogano , recintini per delineare la propria piazzola, piastrelle all'esterno tv,parabola etc etc.... e chiaramente tutti che guardano tutti come nei migliori quartieri di villette.

Una volta Moira Orfei disse:io dormo sotto le stelle, sento il tempo che cambia: il caldo, il freddo.io giro il mio letto e la "mia casa" seguendo la luce della luna.io sono una persona felice.

Premesso che  la roulotte di Moira Orfei è praticamente come la villa di Briatore in Sardegna, una cosa  non capisco :che cazzo ci viene fare la gente in campeggio  se sente la necessità di portarsi dietro la casa e con essa tutti i problemi che la circondano,visto i costi dei campeggi negli ultimi anni tanto varrebbe farsi la piscina in giardino e noleggiare quella pubblica.

Almeno io starei in campeggio senza dover camminare tenendo la destra.

Regina | 10:50 commenti (3)


Commenti
#1   07 Agosto 2004 - 10:55
 
è la voglia di mettere ordine a creare villettopoli, la necessità di cercare di dare un senso al vuoto, vuoto sia nel concetto di riempire dello spazio sia in quello di riempire delle vite che senza quei punti fissi fissi dettati dall'avere quello che la società vuole imporci di avere resterebbero nude a mostrare quello che sono, vuote
utente anonimo

#2   07 Agosto 2004 - 12:59
 
Dormo in un terrazzo perchè i muri mi stanno stretti.
Vite vuote e nel vuoto i rumori rimbombano creando una tale confusione da dare la percezione di un pieno.
utente anonimo

#3   07 Agosto 2004 - 14:42
 
Hai toccato un argomento fondamentale del vivere sociale, perchè la conformazione urbanistica di un aggregato umano viene sia dal caso che da esigenze di sopravvivenza basica (vedi tetto sotto cui dormire). Ma dipende anche naturalmente da spinte psicologico-sociali ed economiche (vedi chi costruisce). Indi, non è semplice per chi sceglie un'abitazione fare un compromesso tra l'estetica, la distribuzione e la dislocazione dell'edificio. Mi hai fatto venir voglia di parlarne...
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