RITORNI ed INGRESSI
Non di fiamma, ma rientri, L'altra Regina li chiama così,io li chiamo ingressi.
Sono una grande osservatrice, questo mi porta ad amare il treno in maniera morbosa.
Il treno corre: mostrandoti un'immagine sfuocata; poi rallenta come se decidesse che vale la pena di mettere a fuoco, si ferma, lasciandoti inquadrare per qualche minuti storie nuove, visi sconosciuti. Amo il treno perchè se decidi di girare la testa non vedi il volto di chi guida ma vedo un' altro mondo un'altra storia.
In Italia le linee ferroviarie hanno tagliato i paesaggi, li hanno modificati.
Siete mai scesi da Venezia verso Pescara in treno?a metà del vostro viaggio avrete le spiagge mondane dell'italianetta dei film da un lato e i piedi della montagna dall'altro.Due mondi attaccati ad una linea.
Oppure da Venezia a Trieste, dove il treno si arrampica tra un carso dove si sentono ancora i fischi della prima guerra mondiale e un mare caldo e nordico allo stesso tempo .
In Liguria dove passando non puoi fare a meno di immaginarti le parole di Montale che si scompongono dalle pagine e rotolano giù verso l'acqua.
Si potrebbe parlare in eterno delle fermate sconosciute dove non scende e non sale mai nessuno,dove il capostazione esce in ciabatte.Dei saluti spiati attraverso quei vetri sempre troppo sporchi.Potrei soffermarmi sulla violenza del moderno che ha sostituito il vecchio controllare dal volto familiare ad un turbine di ragazzini con contratto a tempo determinato che quel lavoro devono tenerselo stretto , serve che quel contratto vado confermato, allora giù con la pignoleria, con la più assoluta professionalità, con la disumanizzazione.
Vorrei ma il post doveva parlare degli ingressi.
Gli arrivi alle città, i primi scorci di quei mondi totalmente nuovi o così familiari.Ogni città ho un suo ingresso speciale ognuno di noi ne ha uno unico che lo rende l'ingresso per eccellenza,l'ingresso che ci fa scegliere di fare trenta chilometri in più solo per vedere quella casetta non bellà ma per noi unica,oppure ci fa scegliere di tornare a casa spesso non perchè sentiamo la mancanza di qualcuno in particolare ma perchè siamo malati di arrivi.Sto arrivando.Ecco, laggiù vedo il condominio rosa con la vecchietta affacciata:sono a casa.Chi è quella vecchietta? Cosa pensa li in finestra? Forse ama.Chissà se mi vede tra i riflessi dei vetri?e il condominio perchè è rosa?
L'albero, quell'albero come cambia, non cresce ma cambia,oggi è in compagnia,due innamorati. chi sono? dove vanno? Li incontrerò di nuovo.
Questa è nuova non la conosco devo guardare ,guardare.Ecco questo negozietto fa al caso mio.Forse rimarro in questo luogo qualche ora oppure qualche anno , per il momento il mio ingresso speciale è qui. Il negozietto; con tutte quelle storie ,quelle persone, il cane fuori...
Speriamo che qualcosa rimanga ,voglio morire avendo ancora qualche negozietto da guardare,qualche albero da analizzare,qualche sconosciuto da amare.
Salva la natura pianta un'albero...
Però l'Italia non la si può ripiantare e tra un po' cosa facciamo?Clonazione terapeutica?
ITALIAN DAY

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