CITTà O MORTE
Rientro a casa, quella paterna anche se ammetto che ultimamente ci rientro troppo spesso.
Uno dei miei amici più cari e sinceri ha perso la mamma, 54 anni roba da far rimanere di sasso il Monte bianco.
La mia città è cambiata ,cambia inesorabilmente ed in maniera esponenziale.Scendo dal treno e non riconosco più la Stazione, vittima dei rimaneggiamenti della Nuova Trenitalia e non riconosco le facce, i volti , le lingue e i dialetti.
Non è questione di cosmopolitanismo e interculturalità e che proprio manca la mia città, quella in cui sono cresciuta, manca la gente o quando l'incontro ha cambiato faccia.
Una volta pensavo che via Roma in fiore fosse una delle cose belle della vita,quelle cose che non cambiano mai .Ognuno di noi ha una sua via Roma in fiore che annuncia la primavera .Ho sempre immaginato che fosse quasi un monumento alla mia esistenza.Caos totale e vai lì dove ogni anno fioriscono incuranti come se nulla accadesse intorno a loro; eppure da un po' di anni li vedo diversi lontani,non li riconosco più.forse sono io che mi allontano.
Così mi sono presa un po' di tempo.sono scesa dal treno in una stazione sconosciuta ho preso l'autobus senza biglietto(quando mai l'ho fatto il biglietto?) e mi sono diretta in centro.Sono stata fregata.mi hanno derubato anche di questo.L'autobus.La linea del centro,la linea dell'ospedale,la linea che ovunque sei la prendi e ti porta lì nel corridoio di archi.Basta , finito ,città pulite ,centri chiusi.Anche per i dinosauri arancioni con le pubblicità attaccate nel culo.
Fastidio generale.Ridatemi la mia città.Non me ne frega niente della città pulita voglio annusare la vecchiaia della mia città non la diagnosi del suo chirurgo estetico.
Domani funerale.

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