Regina


 sabato, 23 aprile 2005

NON VOGLIO UN MONDO GAY

Non mi piace.Non sono assolutamente d'accordo sulla legalizzazione dei matrimoni gay in Spagna, non nell'unione in se ma nel fatto che questo riconoscimento comporti la possibilità di adozione da parte di due coniugi dello stesso sesso di adottare un bambino.

Contronatura e soprattutto contro il bambino stesso.Non è una questione sui gay , per me possono fare quello che vogliono,ma riguarda la comunità, il diritto del bambino di vivere una vita naturale .

Gia un bambino adottato necessità di una consapevolezza famigliare forte e maggiore (i bambini adottati non hanno sempre pochi giorni spesso hanno già immagazzinato dati confusi rispetto al concetto di famiglia) ritengo che un'ulteriore stimolo in senso eccezionale sia del tutto scorretto nei confronti di una persona che  non è in grado di scegliere.

Basterebbe riconoscere il valore legale e pertanto sociale delle coppie di fatto, non vedo la necessità di imporre alla futura comunità situazione devianti non per questioni morali che si vanno indebolendoPROGRESSIVAMENTE ma semplicemente naturali.

Ora  verrò tacciata di INTOLLERANZA ma sono realista , accetto la tua omosessualità (anche se trovo che ultimamente sia per MOLTI una fuga da una vita fatta di effimero) ma non voglio una società dove la distinzione tra i sessi venga progressivamente azzerata.

Poi se qualcuno vuole che diventiamo tutti asessuati e monotematici  libero di imporlo ai propri figli.

Regina | 11:31 commenti (2)


Commenti
#1   23 Aprile 2005 - 14:16
 
L'argomento è delicato...
Io sono pro-matrimonio gay, ma hai scritto i miei stessi timori. Utopisticamente, se all'asilo la smettessero di insegnare le poesie "cara mamma, caro papà" e il resto del mondo desse per scontato la normalità di una coppia gay... Ma che cazzo dico... poveri gay... io sono con loro, ma il problema esiste eccome...
P.S. Dove arriverà? Na o Bel?
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#2   03 Maggio 2005 - 17:50
 
In linea di principio se da una coppia eterosessuale può nascere un figlio omosessuale, bisessuale, transessuale, pansessuale, ecc., non si dovrebbe vedere il motivo per cui da una coppia gay non possa crescere un figlio eterosessuale e basta.

Ritengo che il momento sia sbagliato, questo sì: la società non è pronta a recepire una novità così sconvolgente, parlo della nostra occidentale. E non mi riferisco a New York o a Londra o a Berlino o ad Amsterdam, parlo di Ovaro (UD), Spoleto (PG), o Acicatena (CT)...

Eppure nel sud del Sudan esistono alcune tribù in cui vige la matria potestà, le donne si sposano tra loro, una si specializza in attività che conidereremmo "maschili", l'altra in attività tipicamente "femminili", mentre i maschi servono solo a inseminare le mogli "femminili"...Eppure continuano a nascere maschi eterosessuali...

Questione controversia. Io, invece, sono contrario al matrimonio tra persone dello stesso sesso, perché ritengo sia un istituto giuridico che riguarda persone eterosessuali. Se i gay, come credo, rivendichino pari diritti ad avere riconosciuto lo status di coppia e di "famiglia", con tutti i risvolti giuridici e pratici che ne conseguono (assegni familiari, casa, punteggio per carriera, questioni ereditarie, condivisione dei beni, sanità, ecc.) non vedo altresì perché debbano rincorrere lo schema eterosessuale del matrimonio: si faccia una legge sui pacs erga omnes e chiusa lì.

Viva la regina, viva il regno dello spessore caotico di pensiero! Viva la creatività!

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