UNA CITTA' IN DISSOLVENZA
Un'unico enorme squarcio.Lo supero senza tanti problemi.Questà è la città delle ipotesi fantasiose ed errate , se ne occuperanno per giorni, io l'ho supero un po' divertita seduta sul mio autobus in miniatura.Una autobus leggermente più piccolo degli altri , ma puntuale e frequente.Lo prendo volentieri perchè asseconda il mio stile di vita.Lo prendo al volo sapendo che più o meno mi porta a casa.
Superiamo lo squarcio in direzione Treni e inizia l'eterno cantiere delle Rive.L'altra sera un paio di operai controllavano silenziosamente dei comignoli piantati fino al centro della terra da cui usciva un'enorme sbuffo biancastro.Vapore.
Mi sono immaginata per un 'attimo un puzzle (parola che mi ostino a pronunciare letteralmente da ormai secoli) quando tenti di spostarlo un momento prima che la colla si asciughi e lui si infastidisce , si crepa, abbandona qualche pezzo.
Vivo in un puzzle abbandonato dopo un maldestro tentativo di spostamento.
Tutta la città è costellata da enormi buchi e da brandelli moncati.Una sorta di soldato caduto sul campo in mezzo a qualche rovo dove è invisibile al resto della sua squadra e alle crocerossine mistiche.
Poi allargo la sguardo e vedo una plotone disperso in fuga , straziato una penisola come un'enorme massa di uomini battuti sul campo,feriti morenti.
Un Italia straziata sulla pelle .Incisa violentamente e stupidamente.
Qui abbiamo gia inciso, cerchiamo una parte sana.Un'impietoso chirugo composto da anime che attraversano il secolo e scalpitano per una crepa DOC.Made in Italy.

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Friulano
I miei gioielli fatti a mano
Ipse
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Vicina di regno