Regina


 martedì, 14 febbraio 2006

il Male DENTRO Oggi il lavoro mi ha catapultata in un frammento di vita altrui.Munita di macchina fotografica la mia missione era fotografare i quattro angoli interni di un'appartamento il cui proprietario è malato di tumore.Non scrivo stà morendo, un po' per scaramanzia, un po' perchè ultimamente non sappiamo mai esattamente quando stiamo morendo. Ti dicono 6 mesi e schiatti dopo 5 anni, ti dicono 6 anni e il giorno dopo i parenti si scervellano ha trovare una ditta che crema i morti nei giorni festivi. La rassegna fotografica inizia sempre prima di raggiungere l'obiettivo , è preceduta da un percorso fatto di scale e strade che come dei prigioni accompagnano lo spettatore nel museo privato altrui. L'atrio del palazzo era pregno di soffritti e calorosi ragù tanto che, complice una porta dalle mille serrature ma fina come le tagliatelle del discount mi aspettavo una specie di tana priva di aria e incasinata. L'interno invece mi ha subito preso per il non odore.Solitamente quando entri a casa di qualcuno è l'odore che sprigionano quei muri e quelle pareti a colpirci, a dirci ok qui mi sento bene , qui no. Questo appartamento aveva un suo odore ma particolare. sospeso, come se anche la tana attendesse gli eventi, il fato, conscia che l'essenza di questa famiglia potrebbe essere svanita per sempre.Le stanze in un susseguirsi pulito e ordinato mi hanno fatto pensare che qualcuno doveva essere uscito da poco ma prima aveva ordinato e ripulito tutto. Soprammobili, quadri riviste, cavi volanti tutto perfettamente sistemato, una visione scenografica.il bagno sapeva di acqua, la cucina di merendine,il ripostiglio di vernici (che sia un pittore?)la lavanderia di detersivo al sapone di marsiglia. Le camere (due) erano la lamina più aguzza da superare. la prima era la camera del proprietario. un letto matrimoniale ricoperto da un copriletto di fatteze arabe;ecco a cosa servono i copriletti , dopo una gloriosa carriera da nonne vecchio stampo e in camere degli ospiti oramai inestistenti sono diventati feticcio di etnodesign per momenti di attesa. La camera con gli scuri socchiusi mi ha colpito per quell'odore di vecchio e polveroso simile alle case che da piccola profanavo nel mio quartiere, piccole casette abbandonate dove noi scimmiette della via ancora troppo piccoli per scappare motorizzati ma abbastanza grandi per desideralo ci rifugiavamo a fumare e a bere e qualche volta avvinghiarci maldestramente. Le camere non hanno questo odore.Sanno di sesso, piedi, frittata di cipolle, incenso, qualche volta naftalina ma mai di abbandono. L'altra camera era di una bambina o forse una ragazza, una bambina alle pareti e dei piccoli segnali da ragazza sparsi quà e la. Un libro di Filosofia un'astuccio scarabbocchiato, una grammatica di inglese.Forse il padre non è stato avvertito che i bambini crescono , diventano adulti e si nascondono in gruppi dentro case abbandonate a fumare , bere e avvinghiarsi maldestramente. Molto semplicemente è una figlia part-time. mezza da mamma e mezza da papà e il tempo per i genitori si dimezza insieme all'età di quei mezzi figli. Ho finito la mia rassegna ho guardato quella bambina appesa ad una parete ed ho pensato che forse avrebbe approffitato dell'assenza del papà per venire nella mezza casa con l'amichetto a fare "quello", ma forse l'ho fà gia a casa della madre. Che cosa stupida che ho pensato.

Regina | 14:34 commenti (1)


Commenti
#1   21 Febbraio 2006 - 12:20
 
diario di un agente immobiliare
utente anonimo

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