Sulla panchina.
Orfana della mia amaca ormai inesorabilmente archiviata nel laboratorio aggiustatutto di mio padre (dove tutto finisce e nulla si aggiusta) ho ceduto alla panchina di legno marcio nel giardino della famiglia adottiva della settimana.
Così combattendo tra un nervo sciatico che si opponeva alle rigide assi di legno scurite dal vento e dal sole mi sono persa ad osservare l'alto.Non il cielo ma l'alto , il sopra, e tra una risata per similitudini con gli invisibili cittadini o tentato di cogliere quel sopra quel senso di infinito , quell'enorme giostrina per bimbi adulti che ci rassicura e ci impegna nella culla dell'età adulta.
Il risultato non rende, ma i pixel non passano sensi.


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Friulano
I miei gioielli fatti a mano
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