Regina


 martedì, 14 novembre 2006

CONCETTI SPAZIALI


Negli ultimi viaggi anzi viaggetti che ho fatto una cosa è emersa e si è impressa in maniera netta nella mia vita, la dimensione essenziale del bagaglio che mi portavo dietro.


Essenzialità del vestiario, si, ma soprattutto mi sono scrollata di dosso in pochi gesti anni di tempo perduto in amicizie irreali, o attimi intensi privi di valore comune.


Se oggi guardo indietro non vedo nulla se non un'enorme indice di nomi, oggetti, fatti e luoghi; un'indice simile a qualche ricerca abbandonata nel cassetto di qualche biblioteca , un'indice fantasma.Inutile e noioso.


La valigie si riempe di pochi abiti jazz, adatti a tutte le occasioni, un'indice su carta fotostatica ed un carillion di pensieri.Tutto qua.Non è la mia valigia , è la valigia di tutti.Il fardello inutile che ci portiamo adosso e che ci ancora in luoghi ormai vuoti di significato, in corpi caldi ma privi di passione.Ci parcheggia qua è la tra una strattone e l'altro , mentre tentiamo come prigionieri di fuggire alternando attimi di grande lucidità  ad attimi di torpore e rassegnazione.


Ora l'obiettivo è la fuga , ma bisogna pianificarla con attenzione, devo assolutamente farcela.Respiro aspetto l'attimo in cui l'onda delle forze interseca nel suo massimo l'onda del coraggio.Sento che ci stiamo avvicinando.Devo concentrarmi o rischio di perdere quell'attimo.


Regina | 11:57 commenti


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