Regina


 sabato, 18 novembre 2006

Quando vuoi bene ad una persona dovresti tenere un comportamento nei suoi confronti che possa solo giovare alla sua vita e che non porti a sofferenze inutile o per esempio a perdere attimi di vita dietro a progetti irrealizzabili.


Ecco quando vuoi bene ad una persona , ma allora quando diciamo di volere bene e non ci comportiamo con altruismo e sincerità, allora mentiamo a noi stessi?


Probabilmente è la menzogna che ci diciamo che relativizza il tutto, e l'errore diventa giusto.Fino a quando nel castello non entra vento.

Regina | 00:26 commenti (1)


Commenti
#1   20 Novembre 2006 - 16:45
 
c'è una sottile linea di demarcazione che molti perseverano nel non voler vedere: quella distinzione essenziale e non formale tra "voler bene a una persona" e "volere il bene di una persona".

Il primo modo di esplicitare un sentimento pone l'io di chi prova ed esplicita al centro dell'attenzione: di fatto si tratta di un "modus dicendi" ancorato all'egocentrismo affettivo.

Nel secondo caso, invece, a essere posto al centro della scena è l'amato, colui a cui si vuole bene che è conseguenza e non causa del fatto che si voglia il suo bene.

Le parole sono importanti perché tradiscono la struttura di un pensiero che, anche in buona fede, può sviare dal suo "but (francese)" finale.

Eccosì, talora, i più consapevoli, di fronte a quella sottile linea di demarcazione, che pochi ancora scorgono, colmano la misura esistente tra le due modalità di esprimersi nel mondo, con la bugia o menzogna. La quale, nonostante qualsiasi alibi possibile e plausibile, è sempre consapevole, perché frutto di un atto soggettivo di volontà...

Non è facile. Ti capisco.

updTE


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