Regina


 domenica, 15 luglio 2007

Ho paura, perchè ho visto quello che non volevo vedere, quella parte cattiva e malata che l'accompagna.


Non riesco a staccarmi da lui, non dovevo vedere, non dovevo sapere eppure è successo.


Lo stesso destino che ci ha fatto incontrare mi ha mostrato subito la sua parte nera, il diavolo che l'accompagna dentro. Per la prima volta non so come comportarmi, mi sento impotente di fronte a cose più grandi di me, a vite più complicate, fatte di biglietti e parole non dette. Di un mondo che non conosco e non conoscerò mai , se non su qualche grigia pagina di giornale.


Mi sembra di correre felice su un filo sospeso in un burrone, ogni tanto guardo giù e mi ricordo chi è quell'uomo che mi tiene le mani, ed ho paura di non poterlo controllare, di non sapere cosa succede domani , e mi domando come fare, come comportarmi.


La cosa peggiore è che non oso raccontare, ho paura di essere giudicata, di sentire quello che so già, eppure qualcosa mi tiene vicino a lui, qualcosa che non riesco a spiegare, stanotte dal divano lo osservavo di spalle al buio , fumava e respirava profondamente, se ne stava al buio a fumare come se aspettasse qualcosa ed era perfetto, era un immagine che mi apparteneva, era l'uomo che volevo mi stringesse le mani.


Regina | 20:00 commenti (1)
siamo i figli venuti male


 giovedì, 15 marzo 2007

citazioneInizio a comportarmi come il vecchiaccio.Fotografo le cazzate e le modifiche.Il tutto absolutamente con un valore soggettivo.

Devo andare in terapia.



Titolo dell'immagine:



Libreria+bacchette+lavori fatti+ lavanda in vaso della nonna

Sottotitolo

Qui si lavora

Regina | 12:49 commenti
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 martedì, 19 dicembre 2006

Sono cascata nella fase post negativa, che non sarebbe male se non fosse che mangio come un maiale, e non ho voglia di fare una strabenedetta minchia di niente.


 


 


 

Regina | 22:39 commenti (6)
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 mercoledì, 29 novembre 2006

25 novembre 1758


Fra le innumerevoli mortificazioni che insidiano da ogni parte l'arroganza umana va ben annoverata la nostra ignoranza degli oggetti e degli effetti più comuni, un difetto in cui diventiamo vieppiù consci ogni qualvolta tentiamo di corregerlo.


Le menti rozze e inoperose confondono la dimestichezza con la conoscenza e si ritengo istruite nell'intera natura delle cose quando ne sia stata loro mostrata la forma o spiegato l'uso; ma il pensatore , che non si accontenta di opinioni superficiali, non cessa di essere tormentato dalla prorpia curiosità ingrata e, tuttavia, quanto più indaga, si rende conto solo di sapere meno.


Samuel Jhonson -The Idler - edizione di sabato 25 novembre, 1758

Regina | 18:17 commenti
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